Regole della felicità – via e-mail by Yaneth Alvarez

PRIMA REGOLA DELLA FELICITA’:

L’ATTEGGIAMENTO.

Il fondamento della mia felicità comincia dal mio atteggiamento nei confronti della vita.

Sono felice nella misura in cui decido di esserlo. D’ora in poi deciderò di essere felice.

Se mi aspetto il meglio, molto spesso lo otterrò!

 La felicità è una scelta che posso fare in qualsiasi momento, ovunque e in qualsiasi luogo.

Qualsiasi esperienza può essere “reinterpretata”, assumendo un significato positivo.

 D’ora in avanti, cercherò un aspetto positivo in chiunque e in qualunque cosa.

In ogni circostanza difficile o stressante, devo pormi le tre domande che aumenteranno il mio potere:

  • Qual è il lato positivo di questa situazione?
  • Oppure, quale potrebbe essere il lato positivo?
  • Che cosa non è ancora perfetto?
  • Che cosa posso fare per cambiare le cose nella direzione che desidero, e contemporaneamente per divertirmi?

La gratitudine è il seme delle 10 regole della felicità. D’ora in poi cercherò motivi per cui essere grato.

Sono unicamente i miei pensieri a rendermi felice o infelice, e non le circostanze della mia vita. Io controllo i miei pensieri, dunque controllo la mia felicità.

SECONDA REGOLA DELLA FELICITA’:

IL CORPO.

Il movimento influenza il sentimento.

L’esercizio fisico allevia lo stress e causa una reazione chimica che ci aiuta a sentirci meglio. Praticare un’attività fisica regolare – possibilmente giornaliera – per almeno 30 minuti.

I miei sentimenti sono influenzati dalla mia postura. Una postura decisa crea uno stato d’animo felice.

La felicità può essere consapevolmente suscitata in qualsiasi momento utilizzando un “ancora”.

I cibi che mangiamo influiscono sui nostri stati d’animo. Evitare gli alimenti che inducono stati depressivi, come il caffè, tè, alcool, amidi, zuccheri e additivi artificiali. Mangiare molta frutta e verdura fresche, cereali integrali e legumi.

La mancanza di luce può causare depressione. Uscire al sole per almeno un’ora al giorno, se è possibile.

TERZA REGOLA DELLA FELICITA’:

L’ATTIMO.

La felicità non si trova negli anni o nei mesi o nelle settimane, e neppure nei giorni, ma si può trovarla in ogni attimo.

Traiamo il massimo dalla nostra vita solo traendo il massimo da ogni attimo.

I ricordi sono formati da momenti speciali: accumulane più che puoi.

Vivere l’attimo dissolve il rimpianto, vince l’ansia e riduce lo stress. Ricordati che ogni nuovo giorno è un nuovo inizio, una nuova vita.

QUARTA REGOLA DELLA FELICITA’:

L’IMMAGINE DI SE’.

E’ SCRITTO: “Un uomo è ciò che in fondo al cuore crede di essere”. Siamo ciò che pensiamo. Se mi sento insoddisfatto di me stesso, sarò insoddisfatto della mia vita. Perciò, per vivere un’esistenza felice, devo prima imparare ad amare me stesso.

Ciascuno di noi è speciale. Ciascuno di noi è un vincitore, perché ciascuno di noi è venuto al mondo smentendo un pronostico sfavorevole di uno contro 300.000 miliardi.

Gli altri sono i nostri specchi, ma sono specchi distorti.

Per vincere i complessi e le opinioni negative che nutro nei miei confronti e per creare una positiva immagine di me stesso, devo per prima cosa scoprire da dove vengono tali opinioni e se sono vere (se lo sono, è necessario cambiarle).

Ogni giorno, formulare affezioni positive che descrivano il tipo di persona che voglio essere.

Comportarmi come se fossi già quella persona.

Chiedermi quali sono i lati della mia personalità che amo e rispetto.

QUINTA REGOLA DELLA FELICITA’:

GLI SCOPI.

Gli scopi conferiscono alla nostra vita una regola ed un significato. Grazie agli scopi, ci concentriamo sul raggiungimento del piacere, invece a limitarci ad evitare il dolore.

Gli scopi ci conferiscono una ragione per alzarci dal letto la mattina. Gli scopi rendono più facili i momenti difficili, e più piacevoli i momenti belli.

La tecnica della sedia a dondolo aiuta a definire sia gli scopi da raggiungere nell’arco dell’intera vita, sia quelli più immediati, a breve termine. Annotare i propri obiettivi e rileggerli:

  • la mattina, al risveglio;
  • più volte nel corso della giornata;
  • la sera, prima di coricarsi.

Ricordarsi di ripetere la tecnica della sedia a dondolo almeno due volte l’anno, per assicurarsi che gli obiettivi prestabiliti siano ancora quelli realmente desiderati.

(“TECNICA DELLA SEDIA A DONDOLO: è una tecnica molto semplice, in cui il soggetto immagina di trovarsi ormai alla fine della propria vita e di essere seduto su una sedia a dondolo, intento a riflettere su come ha vissuto e su che cosa ha realizzato. Che cosa vorrebbe ricordare? Che cosa vorrebbe aver fatto? Quali luoghi vorrebbe aver visitato? Di quale natura vorrebbe fossero stati i suoi rapporti con gli altri? E, soprattutto, quando arriva il momento di sedersi sulla sedia a dondolo, che tipo di persona vorrebbe essere diventato?” Questa tecnica aiuta a creare degli scopi a lungo termine.)

SESTA REGOLA DELLA FELICITA’:

L’UMORISMO.

L’umorismo allevia lo stress e crea la felicità.

Ridere migliora la nostra capacità di concentrazione e aumenta la nostra abilità nel risolvere i problemi.

In qualunque esperienza, se si cerca un lato comico, lo si trova.

Invece di chiedersi ; “Qual è il lato terribile di questa situazione?” domandarsi: “Qual è il suo lato comico?” oppure: “Quale potrebbe essere?”

Ricorrere sempre alla formula antistress in due fasi:

  1. Non preoccuparti delle piccole cose:
  2. Ricorda, la maggior parte delle cose sono piccole.

SETTIMA REGOLA DELLA FELICITA’:

IL PERDONO.

Il perdono è la chiave che apre la porta della felicità.

Non possiamo essere felici se portiamo in cuore sentimenti di odio o di risentimento. Dobbiamo ricordare che siamo solo noi a soffrire a causa della nostra amarezza.

Gli errori e i fallimenti sono lezioni di vita. Dobbiamo perdonare noi stessi e gli altri. Ricordarsi della preghiera degli indiani Sioux:

“O grande Spirito, fa’ che io non critichi né giudichi un uomo prima di aver camminato per due settimane nei suoi mocassini.”

OTTAVA REGOLA DELLA FELICITA’:

IL DARE.

La felicità non si trova nel possedere o nell’ottenere per se stessi, bensì nel dare e nell’aiutare gli altri.

Più gioia e felicità diamo agli altri, più ne riceviamo.

Ogni giorno posso creare la felicità nella mia vita andando in cerca di opportunità per diffondere la gioia.

NONA REGOLA DELLA FELICITA’:

LE RELAZIONI.

La qualità della mia vita è la qualità delle mie relazioni.

Nessun uomo è un’isola. Tutti noi abbiamo bisogno di relazioni con gli altri. Le relazioni intime rendono migliori i momenti belli e più facili da sopportare i momenti brutti. Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata, ma un problema condiviso è un problema dimezzato. Tratta chiunque incontri pensando che forse non lo rivedrai mai più.

DECIMA REGOLA DELLA FELICITA’:

LA FEDE.

La fede è il fondamento della felicità.

Senza la fede, non esiste felicità durevole.

La fede crea fiducia, porta la pace della mente e libera l’anima dal dubbio, dalla preoccupazione, dall’ansia

feLicIdAd FeLiCiDaD FeLicItà

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: